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Valposchiavo |
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La Valposchiavo costituisce la congiunzione naturale nord-sud più diretta fra l'Engadina:la valle dell'Inno e la Valtellina: la valle dell'Adda.Nell'immagine la valle vista dalla montagna Curnasel, sullo sfondo la Valtellina con le Alpi Orobiche.
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Vita in montagna |
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La Valposchiavo ha subito negli ultimi 50 anni un radicale cambiamento come del resto tutte le vallate dell'arco alpino. L'agricoltura e l'allevamento esistono ancora, il numero di mucche, pecore e altri animali domestici è addirittura aumentato, ma il numero delle aziende agricole si è ridotto da più di 600 nel 1940 a poche dozzine.
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Cucina poschiavina |
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Sono i contrasti che hanno caratterizzato la cucina locale nei secoli scorsi. Da un canto il piatto unico sul desco del contadino aveva l'unico scopo di sfamare e di tenere il più lontano possibile i pungoli della fame. Ecco allora che pizzoccheri, ris cönsch, polenta, tajadin ben conditi con burro fuso e formaggio assolvevano egregiamente a questo compito. Per contro sulle tavole delle famiglie più agiate facevano la loro comparsa i prodotti più raffinati dei pasticcieri e confettieri. Ma su ambedue le tavole non mancava mai la tipica ciambella di segale.
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Cereali e grano saraceno a 1000 m s.l.m. |
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Appartiene alla famiglia
delle poligonacee,
dunque non è un cereale.
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L'agricoltore di montagna doveva provvedere al sostentamento della propria famiglia con i prodotti della poca e magra terra ricavata sulle falde dei monti con piccoli terrazzamenti, oppure sui coni di deiezione che formano il fondovalle.
Patate, verdure, legumi e in particolare cereali rappresentavano i prodotti da immagazzinare per la lunga e fredda stagione invernale, che correva da novembre ad aprile. Il grano saraceno rappresenta ancora oggi un ingrediente privilegiato sulla tavola poschiavina.
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